Ne parlavo l'altro giorno con i bambini di terza elementare, della differenza sostanziale, in internet, tra scaricare (parola tranquillamente interiorizzata e di uso comune anche a otto anni) e caricare. Che le nostre cose in rete possano viaggiare non solo privatamente attraverso le e-mail, o più o meno pubblicamente inserite in spazi e cornici comunque prestabilite e sostanzialmente gestite da altri (social netwoks, messenger, my space e compagnia bella), non è cosa che si sappia più di tanto





