Pavimento a scacchi scoloriti. A terra, scomodamente seduta, una valigia malconcia pensa al proprio destino. Attorno alla sua paffuta vita un laccio, di quelli robusti, pesanti, a tenere stretti momenti dalle ali veloci e la pesantezza di una scelta fatta di pianti e notti insonni. Dentro la valigia, nel suo cuore profondo e ben riposto, proprio lì dentro, tra lo scirocco, l’eco delle cicale impazzite e la pelle segnata d’un limone colto in giornata, immagino la vita vissuta di un uomo. Sì, un uomo di cui non ci serve sapere il nome.

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