"Chiedi scusa!". Vi ricordate i vostri genitori? Dopo una testata al compagno di giochi o una pernacchia alla vicina di casa scattava la sberla e subito dopo l'ordine, tassativo, delle scuse sotto minaccia di un altro manrovescio. La parola: "scusa" era una richiesta di perdono, un'ammissione di colpa, un atto di umanità. L'incapacità di chiedere scusa non è virilità, ma una forma di vigliaccheria e di superbia. Chi si ritiene superiore ai propri errori non è tenuto a giustificarsi.





