Non sempre , nella vita e nello sport, parlare, voler a tutti i costi trasmettere un’immagine di sé come di unici protagonisti possibili paga. Alle volte, porsi in modo discreto, non concedere troppa pubblicità di sé e stare lontano da reclami in pompa magna, è quello che serve.
Chiedere, per credere, a Gerardo Martino, Javier Aguirre, Milovan Rajevac, Oscar Tabarez, allenatori di Paraguay, Messico, Ghana ed Uruguay, rimasti dei signor nessuno mentre altri colleghi più titolati si riempivano la bocca e vendevano illusioni, su un gradino più basso e , guarda caso, arrivati più in alto di chi ha percorso i gradoni più alti di scale altissime.