Dal 1° ottobre è entrata in vigore in Danimarca la cosiddetta “fat tax”, un’imposta sui grassi saturi contenuti negli alimenti. Alla base di questo provvedimento sta ufficialmente la preoccupazione del governo per i propri cittadini, ma molti ipotizzano che sia solamente una mossa volta a rimpinguare le casse pubbliche del Paese scandinavo, visto che i fautori della tassa prevedono di incassare oltre 200 milioni di euro l’anno. La nuova imposta viene applicata a tutti i cibi venduti in Danimarca: quale che sia la natura e provenienza dell’alimento, esso viene tassato, se contiene più del 2,3% di grassi saturi, in misura pari a 2,15 € per kg. Per fare un esempio, un panetto di burro verrà a costare in media circa 25 centesimi in più.