Si va sempre più diffondendo la moda del gioco online, con le major del settore che quotidianamente aggornano il loro carnet del divertentismo. Lo Stato dal canto suo ha trovato la gallina dalle uova d'oro, con una fonte di entrate sempre più prolifica, nella speranza di poter contare su serbatoi sempre più ricchi, per fronteggiare l'avanzare minaccioso di un debito pubblico che si autoalimenta degli interessi che genera, assumendo giorno dopo giorno le sembianze di un mostro imbattibile, come quelli dei videogame.
Il mercato è alla continua ricerca di desideri da esaudire, o meglio ancora da generare, partendo dai bisogni più diffusi. Così in tempi di crisi e di povertà percepita crescente, cresce il desiderio del gioco e del guadagno facile.
Il gioco si allontana sempre più dal suo scopo originario, di ristoro del tempo libero, di divertimento e di abilità, per trasformarsi inevitabilmente nella peggior droga. Si puntano, sulle lotterie e sui giochi da tavolo, gli ultimi spiccioli di speranza di riscatto sociale e di benessere, che l'economia reale non è più in grado di garantire. Gli spot a loro volta alimentano questo sogno, andando contro ogni legge delle...(continua)