La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha stabilito che il divieto della "fecondazione eterologa in vitro" contrasta con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
La sentenza della Corte UE accoglie il ricorso di alcune coppie austriache che si erano rivolte a Strasburgo per far valere i propri diritti minacciati da una legge del Governo di Vienna. Visto che la legge sulla fecondazione assistita austriaca è molto simile a quella italiana (la famigerata "legge 40")