Per la consulta ammissibili tutti e tre i quesiti referendari.
"La Corte costituzionale ha dichiarato ammissibili le tre richieste di referendum abrogativo aventi ad oggetto alcune norme del d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati) e del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica). Le sentenze saranno depositate entro i termini previsti dalla legge".
Il verdetto è arrivato, i tre quesiti referendari in merito alla riforma della legge elettorale sono ammissibili. I quesiti prevedono il divieto di candidature multiple, l'abrogazione - alla Camera e al Senato - della possibilità di collegamento tra liste, e l'attribuzione del premio di maggioranza alla lista che raccoglie il maggior numero di voti e non più alla coalizione. Sbarramento del 4% alla Camera e dell'8% al Senato.
Il governo dovrà ora decidere la data di convocazione della consultazione popolare, in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi. Avevo considerato questo referendum uno strumento di autodifesa, una “pistola carica nel cassetto� da usare solo in caso di necessità OK al referendum. Nei mesi scorsi avevo pure auspicato che il Parlamento trovasse una soluzione bipartisan per cancellare il “porcellum�.





