La propaganda israeliana spaccia per nuovi progetti edilizi quelli già approvati l’anno scorso, farneticando di un presunto “boom” di nuove costruzioni nella Striscia di Gaza. Ma le restrizioni all’importazione di materiali da costruzione permangono inalterate, e solo una piccolissima parte delle 40.000 unità abitative necessarie a far fronte alla crescita della popolazione e alle distruzioni di “Piombo Fuso” riesce ad essere costruita.

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