Guido Viale: La dittatura dei mercati

L'Europa, intesa come Unione europea, è divisa in due: non tanto tra nazioni deboli e stabili, popoli viziosi e virtuosi, porci e porcari (Pigs). La linea di demarcazione è la Bce che governa e custodisce la valuta in cui sono espressi i debiti pubblici e privati. Ai piani alti ci sono «i mercati»: una massa sterminata di denaro e "simildenaro" (valute, bond, certificati di credito, derivati, futures) la cui consistenza è stimata da 10 a 20 volte il Pil mondiale; che può spostare (esentasse) in poche ore tanto denaro quanto tutte le banche centrali del mondo non ne riescono a creare in un anno.

Ai piani bassi ci sono i cittadini dell'Unione, sempre più simili, nella loro condizione di impotenza e di dipendenza dai diktat della finanza, agli altri 6 miliardi e mezzo di esseri umani che popolano il pianeta. Niente di quello che accade o accadrà loro dipende più da una loro scelta: né «individuale» (esercitando la cosiddetta «sovranità del consumatore»), né espressa a maggioranza (esercitando la loro asserita «sovranità» di cittadini). Persino le differenze tra un cittadino greco, italiano e tedesco si attenuano di giorno in giorno: tutti vivono ormai sotto la cappa di una catastrofe economica su cui non hanno alcuna possibilità di influire. Perché a decidere non sono loro, ma «i mercati». ...

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