“Siamo un gruppo di ‘Persone sieropositive’ al virus Hiv-Aids”, scrivono. “Casualmente -prosegue la lettera firmata dal presidente Nps, Alessandro Cavassi- abbiamo ascoltato un’intervista a lei rivolta il 6 giugno su Radio24. La domanda che il giornalista le rivolge parte dalla protesta delle associazioni di volontariato e dei pazienti sieropositivi, che contestano la sua intenzione di cancellare la ‘politica di riduzione del danno’ e le chiedono cosa fa il nostro paese in materia di Hiv-Aids. Lei afferma che il nostro paese è all’avanguardia con le sue politiche di riduzione del rischio e con l’educazione volta ad evitare i rischi; mescolando due livelli: il contagio causato da pratiche legate all’uso di sostanze per via iniettiva e la trasmissione causata da pratiche sessuali non protette”.