Mi verrebbe da ripensare a quella frase pronunciata da Ronald Regan nei confronti del colonnello Gheddaf “ ll cane matto del Medio Oriente”, si perché in questo caso , con i bombardamenti sulla folla che hanno causato ben oltre 250 morti tra la popolazione civile, è andato ben oltre le sue scenografiche, esuberanti e capricciose apparizioni. Ha mostrato il lato debole del potere, ha mostrato così facendo di aver paura del popolo che inneggia libertà in ogni parte del paese. La stessa parola che riecheggia in ogni angolo del Medio-Oriente, e che i civili, gli stessi militari, parte del regime rivendicano. Il messaggio passa grazie anche all’utilizzo dei social media come Facebook, Twitter, Youtube, che hanno il merito di tenere aggiornato il mondo sulle crudeltà che colpiscono la Jamahirya, riescono ad abbattere il muro della censura, aggirano i blocchi, ispirano le proteste, sostengono la ribellione.

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