Chopin, Notturno op. 27 n. 2.
Anzitutto una struggente melodia; e poi una mirabile sapienza nell’uso degli abbellimenti. Ci sono tutti: appoggiature, acciaccature, mordenti, gruppetti, trilli...
La parte finale è un rarefarsi del canto, fino al suo spegnersi dolcemente nella quiete notturna.
Impeccabile l'esecuzione di Ashkenazy.

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