[di Maurizio Carbonera] In Lombardia la crisi economica ha colpito duramente un tessuto produttivo fatto di di piccole e medie imprese (il 95% delle imprese lombarde ha meno di 15 dipendenti). I dati di sintesi del 2009, rispetto all’anno precedente, sono eloquenti:

• il PIL regionale è diminuito del 4,7%;

• la cassa integrazione è aumentata del 492% per un totale di 273 milioni di ore, con una prevalenza nell’ultima parte dell’anno del ricorso alla straordinaria (CIGS) rispetto alla ordinaria (CIGO);

• rispetto al medesimo periodo del 2009, a febbraio del 2010 il ricorso alla cassa integrazione è aumentato del 232% con l’ordinaria che aumenta del 113%, ma la straordinaria del 583%.

I dati dei primi due mesi di quest’anno ci dicono che la crisi, ben lungi dall’essere finita, è al contrario nella sua fase più acuta dal punto di vista sociale e occupazionale.

La Regione ha stipulato degli accordi per fronteggiare gli effetti della crisi, ma in questo quadro che cosa può fare un Comune, il nostro Comune, compatibilmente con le reali risorse disponibili?

Quali politiche potrebbe attuare chi ci governa se avesse a cuore il destino della economia locale? Buccinasco ha un tessuto di piccole imprese e la prima cosa da fare

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