Taiwan non cambia: ad urne chiuse risultano in testa i governativi filo-cinesi

Taiwan parlerà ancora cinese. Questo si avvia ad essere il responso delle urne che si sono chiuse in queste ore nell’isola del Pacifico, da sempre in un rapporto conflittuale con il “grande fratello” d’Oriente. Ma Ying-jeou, attuale presidente esponente del Kuomintang ed eletto già nel 2008, otterrebbe il 53% dei voti

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