Ero compiaciuta. Una donna a Cannes, fuori concorso, aveva ottenuto di poter presentare un suo lavoro, un film di pubblica denuncia. Ho immaginato come soggetti gli innumerevoli bambini che muoiono di fame, la situazione tragica in cui versano le donne in gran parte del pianeta, la piaga delle droghe e quella del commercio delle armi, insomma tutto questo e tanto altro ancora di cui non c’è che l’imbarazzo della scelta.

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