Occupy Scampia: l’ennesima, inutile trovata mediatica | Linea di confine

Le rivoluzioni dell’epoca moderna, non c’è dubbio, partono dai social network. Ricorderete l’importante funzione assunta da Twitter durante la rivoluzione in Egitto o durante l’occupazione di Zuccotti Park da parte del movimento di indignati americani, “Occupy Wall Street”. Ebbene anche in Campania la rivoluzione si fa in rete: dopo un articolo apparso sul quotidiano “Il Mattino” in cui si denunciava il coprifuoco imposto dalla camorra ai cittadini del quartiere Scampia – negozi chiusi entro le 19.30 e bar entro le 22 – l’indignazione è tanta e c’è chi se ne fa portavoce: “Facciamo capire a ‘ste bestie che quel territorio non è il loro? Chi c’è?! Forzaaaa. Occupiamo Scampia!”.

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