Un’educazione che si limita a reagire ad atteggiamenti intolleranti non raggiunge i suoi scopi, deve pertanto nell’ottica dell’interculturalità articolarsi sia a livello della sfera emozionale ed affettiva sia sul piano cognitivo, assumendo dunque la dimensione culturale.
Assumere la dimensione culturale significa favorire l’incontro tra persone lavorando anche per la prevenzione di idee e comportamenti di tipo razzista (effetti strumentali e comunicativi direbbe Mead) poiché il pregiudizio
si colloca sia a livello cognitivo che socio affettivo e richiede peraltro modalità educative basate non solo sulla conoscenza ma anche sul contatto o sui fattori relazionali.

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