Nei nostri ricordi di bambini, esisteva un tempo in cui si andava “in villeggiatura”. Si caricavano i bagagli sull’auto stipandoli ben bene, ci si vestiva leggeri in canottiera e calzoncini, si tiravano giù i finestrini per far entrare l’aria fresca del mattino (la sveglia era fissata, immancabilmente, all’alba) e via, si partiva! Le mète spesso erano familiari e semplici (io ricordo lunghe e affollate spiagge dell’Adriatico, pensioni o camping dei Cral aziendali o di enti pubblici dagli spartani bungalow in legno), i vicini di ombrellone non spiccavano per censo, essendo tendenzialmente – i capofamiglia – ragionieri, impiegati, insegnanti, operai, ma per loro come per la maggior parte dei nostri conoscenti la vacanza era la vacanza. Si voleva fare, si faceva