In tanti credono che basti pubblicare uno, due, tre, dieci libri per esser considerati “scrittori” o per reputarsi tali davvero.
C’è anche chi si reputa “scrittore” solo quando riesce a pubblicare su investimento di un editore, poiché tale risultato gli fa credere “che la sua opera vale” e, quindi, che ha talento, bravura, etc … magari sopraelevandosi come un pavone su di un piedistallo da cui difficilmente scende tra i comuni mortali, tra gli autori del tutto esordienti e inesperti, tra le persone che magari hanno talento e capacità anche maggiori, ma non hanno la stessa “fortuna” … eppure, nessuno si rende conto che “essere scrittore” non significa “pubblicare e basta”?

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