Parigi dell’Est�, “New York dell’Ovest�, o impietosamente “puttana d’oriente�. E’ sempre Shanghai, dagli evocativi epiteti degli anni ’30 all’impetuoso presente. Capitale economica ed epicentro della consumer culture in Cina, ha un’identità fluida e onnivora, affascina i visitatori con un mix elegante di tradizione e modernità , Oriente e Occidente. Assorbe mode e tendenze, le manipola, le digerisce e le espelle in un ciclo continuo. Per i detrattori - beijingers in testa - è un moto inconsistente e vacuo, quanto la cultura dell’immagine, del business rapace, dei monumenti al consumo. Shanghai è frivola, seduttiva e spregiudicata: trimurti minacciosa anche per i cuori di pietra. Ma se proprio non è il vostro tipo, guardate la città a 430km/h dai finestrini del Maglev, coccolatevi nell’urban chic di Acu, sprofondate nei divani del Mesa Manifesto, perdetevi tra le rovine e i cantieri di Moganshan Rd, godetevi il panorama notturno del Bund, e poi ne riparliamo.





