Chissà quante case editrici si ritrovano quotidianamente presso le proprie redazioni o nelle proprie caselle di posta elettronica, spesso intasate, lettere, e-mail, messaggi e quant’altro di emergenti che, affianco al proprio nome e cognome, aggiungono anche la dicitura “scrittore”, quasi a volersi distinguere o a voler evidenziare il proprio ruolo nella società, un po’ come fanno tutti i liberi professionisti, con la differenza che quelli “esercitano” davvero determinate professioni.
Infatti, presentarsi o annunciarsi come “scrittore” spesso non solo potrebbe far cadere nel ridicolo, ma anche ottenere il risultato contrario alle proprie aspettative. In poche parole, se ci si presenta come “scrittori”, facilmente si susciterebbe ilarità e divertimento.