Firenze, 1476. Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico, insieme all’umanista Angelo Poliziano decide di riunire in un’unica raccolta tutte le opere scritte in toscano fino a quel momento, e di farne dono al figlio del re di Napoli, Federico d’Aragona. Questa antologia, che diventerà nota con il nome di Raccolta Aragonese, comprende 499 testi, eletti dal signore di Firenze come “canone” della poesia toscana. All’interno di essa sono presenti i poeti siculo-toscani, che riprendono i temi e le forme metriche della lirica della Scuola Siciliana del XIII secolo, i grandi nomi dello Stilnovo e, ovviamente, i componimenti di Dante e una sua biografia scritta da Boccaccio; la silloge si conclude con alcuni componimenti dello stesso Magnifico, mentre l’assenza di Petrarca è giustificata dalla già estesa fama raggiunta dal suo Canzoniere......

Voti ricevuti