“È meglio morire da italiani, che vivere da spia”, disse Cleonice Tomasetti ai compagni schierati davanti al plotone di esecuzione. Un soldato fascista la prese a calci, pugni e sputi e lei, fiera e impertinente, rispose: “Se percuotendomi volete mortificare il mio corpo, è superfluo il farlo; esso è già annientato.

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