Quanti sono contrari agli impianti eolici puntano il dito sull’impatto ambientale e paesaggistico delle pale. I favorevoli sottolineano come i rischi di produrre i danni si riducano, rispettando le regole e attenendosi alle rigorose valutazioni scientifiche prima di installare gli impianti. Chi ha ragione? Tekneco ha dato la parola agli esperti del settore.
Lo stato dell’arte della questione eolica
In Italia la diffusione degli impianti eolici industriali ha raggiunto nel 2010 una potenza installata pari a 5.757 Mw e una produzione di 8.400 Gwh (Dati Anev-Terna), registrando così un aumento rispetto agli anni precedenti. Nonostante i buoni risultati, tuttavia, non si placa la querelle tra eolico sì, eolico no.
“Tutti dovrebbero cercare di mantenere il discorso sotto un profilo tecnico e finora non è stato fatto. Sia gli ambientalisti che, a volte, appena c’è una pala eolica iniziano a parlare di “sterminio totale”. Sia gli imprenditori che, in generale, tendono a ridimensionare i potenziali impatti, e sia coloro che vedono le energie pulite come qualcosa da fare sempre e comunque. Serve regolamentazione o si rischia di far diventare la risorsa un problema”, afferma Tommaso Campedelli, consulente in ambito zoologico.