Il metodo biodinamico non usa prodotti chimici di sintesi, ma cura molto la componente vitale del terreno, e l’equilibrio dell’intero ecosistema agrario affinché si creino le condizioni ideali per produrre alimenti di eccellente qualità.
I principi fondamentali
Per seminare, coltivare e raccogliere, seguendo il metodo biologico – dinamico (biodinamico) bisogna rifarsi a quanto teorizzato da Rudolf Steiner nel 1924, iniziatore di un nuovo approccio alla produzione agricola che sostituiva il metodo agricolo – chimico che proprio in quegli anni si stava affermando. A Michele Lorenzetti, biologo ed esperto di biodinamica, abbiamo chiesto di sintetizzare i fondamenti del biodinamico. Lui spiega che è essenziale: «Eseguire le corrette concimazioni, con compost, con l’uso delle leguminose e dei sovesci polifiti e soprattutto bisogna utilizzare in modo appropriato i preparati biodinamici. Tra questi il corno letame (anche detto 500) che ricostituisce la presenza microbiologica del terreno e quindi ne sostiene la sua componente vitale favorendo il corretto rapporto fisiologico tra terra e radici. Il corno silice (anche detto 501) che attraverso la qualità della luce migliora la struttura solida della pianta e i preparati da cumulo che migliorano la qualità del compost.» Senza addentrarsi troppo nel tecnico, sottolinea che :«Solo l’applicazione pratica e professionale, attraverso preparati di primissima qualità, del metodo biodinamico assicura risultati che una volta raggiunti non fanno più cambiare direzione all’agricoltore».